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Traduzione:
Angelo Morino
Mondadori
Pagine: 540
Prezzo: Euro 18.60
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Gabriel
García Márquez (Aracataca, Colombia, 1928) è stato insignito del Premio Nobel per
la letteratura nel 1982. È autore di Cent'anni di solitudine, Cronaca di
una morte annunciata, L'autunno del patriarca, Foglie morte, Nessuno
scrive al colonnello, I funerali della Mamá Grande, La incredibile e
triste storia della candida Eréndira e della sua nonna snaturata, La mala
ora, Occhi di cane azzurro, Racconto di un naufrago, L'amore ai tempi del
colera, Il generale nel suo labirinto, Dodici racconti raminghi, Notizia
di un sequestro, e delle raccolte e saggi Taccuino di cinque anni, Scritti
costieri, Gente di Bogotà, Dall'Europa e dall'America.
IL LIBRO
Garcia Marquez si
racconta. E' lui stesso, la sua infanzia, le coste caraibiche della
Colombia a costituire gli assi portanti della sua ultima fatica.
Gli scenari e i personaggi di "Vivere per raccontarla" suscitano
romantici richiami negli appassionati dello scrittore colombiano; tra le
pieghe del libro si scoprono i retroscena che ispirarono i più grandi
capolavori di Garcia Marquez, e al ricordo dell'autore si affianca quello
del lettore, sopratutto dell'"aficionado".
Un'autobiografia un po' diversa, insomma, che sfugge ai tratti canonici
del genere, che si avvale di neologismi adolescenziali e che gira attorno
al tema del passato, delle radici, dell'amore per la lettura.
"Da molti aspettata l'autobiografia di uno dei massimi scrittori del nostro
tempo, capace di provocare file lunghissime davanti le librerie americane
e latine, Vivere per raccontarla: "La vita non è quella che si è
vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per
raccontarla", dichiara l'autore in apertura del libro per guidare i
lettori a cogliere questo aspetto, spesso dimenticato, della sua, come di
tutte le opere di questo genere.
Leggere questa autobiografia è anche uno strumento in più per capire i
grandi romanzi del premio Nobel colombiano: in fondo tutto (personaggi,
luoghi, sogni e fantasie delle sue opere) era già scritto nella sua
stessa vita, doveva solo raccontarlo.
Vivere per raccontarla è certamente uno dei libri più attesi di questi
anni. Non solo perché si tratta del suo grande ritorno dopo anni di
silenzio, ma anche perché in questa opera egli ricrea e ci racconta un
periodo fondamentale della sua vita, gli anni dell'infanzia e della
giovinezza, quelli in cui si forma l'immaginario che, nel tempo, darà
vita a un capolavoro come Cent'anni di solitudine.
Tutti i lettori di García Márquez sanno bene che la sua opera ruota
intorno ai "misteri" della sua infanzia, gli anni trascorsi
sulla costa caraibica della Colombia, a contatto con una realtà
miracolosa in cui il magico era prima di tutto un elemento del quotidiano.
È il mondo di Aracataca, popolato di figure tutelari fra cui spiccano
soprattutto le donne di casa, dalla nonna Tranquilina che accese la sua
fantasia raccontandogli storie inverosimili che forse erano vere, alla
sorella Margot che mangiava la terra di nascosto, alla zia Francisca che
cucì il proprio drappo funebre e morì il giorno dopo averlo terminato.
Per non parlare dei genitori, del loro amore contrastato come l'amore di
Fermina Daza e Florentino Ariza... E di altre mille, incredibili figure.
Vivere per raccontarla è il romanzo di una vita, e nelle sue
pagine il lettore troverà l'eco delle storie e dei personaggi che hanno
popolato Cent'anni di solitudine, L'amore ai tempi del colera, Cronaca di
una morte annunciata.
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